Comunque è talmente vasto che per vedere e leggere tutto non basta un giorno intero: infatti ad un certo punto abbiamo iniziato a vedere alcune zone molto velocemente, più “ncoppa ncoppa” perché dovevamo correre a Shinbashi per il secondo momento intenso della giornata: alle 18.30 Wicked in giapponese!
Ragazzi mi sono emozionato tantissimo all’inizio dello spettacolo….. ma ricominciamo daccapo. Il Dentsu Shiki Theatre è in un grattacielo di negozi e, cosa più interessante, la musica nei corridoi tra un negozio e l’altro è quella del CD di Wicked in giapponese. Mi spiego meglio: nei singoli negozi hanno la loro musica totalmente indipendente ma nei corridoi, nelle zone di passaggio, perfino nei bagni c’è la filodiffusione con la musica di Wicked. Miticooooo! Giungiamo al teatro dopo qualche difficoltà a raggiungere il piano, qualche volta sti centri commerciali nei grattacieli sono peggio dei labirinti. Aspettiamo qualche minuto che aprano l’accesso al teatro facendo qualche foto di rito, e poi… si entra. Il palco è uguale alla normale scenografia che conosco tranne un particolare: è tutto un po’ più in basso, probabilmente per motivi di visibilità, gli stalls sono molto lunghi e se l’altezza fosse quella normale probabilmente le ultime file non vedrebbero un terzo dello spettacolo. Parte lo show e parte l’emozione, soprattutto quando appare la sagoma di Elphaba sul fondo, all’apertura del sipario. Lo spettacolo in se e per se è carino, l’ensemble decisamente all’altezza (e poi sono proprio tanti) brava Glinda, bravo Fyero, un po’ meno la tipa che fa Elphaba, con un paio di felle (dicesi stecche) su “the wizard and I” e su, ahimè, “defying gravity”; in compenso una superba “no good deed”,con un urlo su “I’m wicked” che definire demoniaco è poco. Altro piccolo neo: l’orchestra che pompa poco, vuoi anche per il volume della batteria decisamente basso. Impressione definitiva comunque molto buona, con sempre una certa commozione anche se questa volta i testi erano in giappo. Alby fa due chiacchiere con un ragazzo americano seduto accanto a lui che era venuto a vedere Wicked per la prima volta: a Tokyo??? Non è possibile!!! Con 3000 produzioni negli States, sto tipo per la prima volta lo viene a vedere a Tokyo?! Da pazzi!! Per cena ci avventuriamo a Shibuya – come al solito – e ci infiliamo in un localino valutandolo in base ai piatti ed ai prezzi esposti all'esterno: non ci saremmo mai aspettati di avere il terzo momento di grande intensità della giornata, un momento a dir poco mistico! Entriamo e scopriamo che quello scelto è un locale di Okonomyaki!!!! Absolutely fantastic! Praticamente il tavolino al centro ha la piastra incandescente con la fiamma sotto. Ordiniamo due okonomyaki e preghiamo che qualcuno ci aiuti a farli ed a non fare guai o figure di merda. La tizia che ci porta le coca cola ci dice di chiamare lei per l’ordinazione e parla perfettamente l’inglese, questo ci tranquillizza. Già mi preparo a dirle nel mio perfetto inglese: “it’s the first time, do you help us?” ma poi si presenta un altro tizio per l’ordinazione ed un altro ancora che ci porta i piatti con gli ingredienti. Panico! Che cavolo facciamo? Se ne accorge anche lui – e riusciamo a dirgli che per noi è la prima volta – per cui ci fa vedere come si fa: praticamente ce li fa lui a parte un tentativo fallito di Alberto di capovolgere il suo okonomyaki. Vedere in azione Taibi ( questo il nome del ragazzo giapponese)
è uno spettacolo, quasi quasi il procedimento di preparazione è molto più importante del piatto stesso. Comunque i due okonomyaki che ne escono fuori sono buonissimi, anche se decisamente pesanti. Dobbiamo tornarci e farli noi, assolutamente!
Facciamo giretto per Shibuya prima di tornarcene in hotel e veniamo fermati da 3 ragazzi giapponesi che, vedendoci con le magliette di Wicked addosso (avevo scordato di dirlo vero? Io ce l’avevo dalla mattina, Alby si era cambiato prima dello show) ci chiedono info poiché uno di loro fa parte dell’ensemble. Alby s’infila in una lunghissima chiacchierata con quello dei tre più bravo in inglese che è: giapponese, di genitori giapponesi, nato a Londra, vissuto in Canada, ora tornato a Tokyo da solo; età 24 anni, da odiarlo!! Aveva visto Wicked con il tour in Canada nel 2003, probably il primo tour. Sulla via del ritorno il nostro umore è molto alto e non viene particolarmente offuscato da una puttanella tedesca che si fa subito schifare per le risatine rivolte al mio “angelico” viso ( da darle una capata in faccia o chiederle se invece di “Holler” delle Spice Girls, preferiva “Fuck you bitch” dei Sex Pistols, o “Bitch” di Meredith Brooks). Alberto dice che sono troppo intollerante… noooo solo un po’ stronzo su certi atteggiamenti (quasi incline alla violenza…verbale).


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