La mattina la passiamo ad Asakusa, al tempio, tra foto e souvenirs
Dopo il giro souvenirs ci avviamo di nuovo ad Harajuku sperando in maggior fortuna del giorno prima. Macchè, il tempo è proprio uno schifo, entriamo in metro a Tawaramaki che è nuvoloso ma non piove, arriviamo ad Harajuku e, pare una maledizione, piove! In compenso scopriamo che il festival è anche oggi e si articola in un sacco di zone di Harajuku: una parte si svolge in strada, con le esibizioni che vanno sulla Omotesando Dori, una dietro l'altra; una parte sul parco vicino al ponte dei costplay (che anche oggi sono messi in secondo piano dal festival);
poi c'è tutta una zona dietro il parco con altre due postazioni per le esibizioni, purtroppo per i gruppi sono tutte all'aperto. In compenso pensiamo di aver capito effettivamente che rappresentano i vari gruppi: scuole di danza, ce n'è addirittura una con la bandiera e la scritta del Ghana con ragazze di colore, pensiamo siano ovviamente ghanesi, e ragazzi giapponesi, esisterà una comunità ghanese in Giappone, boh? Facciamo un giro anche nel parco Yoyogi, che è veramente bello e suggestivo, anche con la pioggia, anche se probabilmente col sole sarebbe stato meraviglioso e ci avrebbe consentito di fare qualche foto. Alby ha la sua piccola disavventura della giornata: trova a terra una scheda di quelle che vanno nelle macchine fotografiche digitali: cacchio,mi immagino l'animo del tizio che l'ha persa! Ricordando la disavventura di ieri ed il dramma che avremmo avuto se avessimo perso quelle foto, cerchiamo il modo più opportuno per aiutare lo sventurato o la sventurata che ha perso la scheda. Cerchiamo l'hoban più vicino (postazione della polizia di quartiere) ed Alby consegna la scheda spiegando dove l'ha trovata. Speriamo sia servito a qualcosa: in compenso mentre uscivamo alla stazione di Harajuku mi è capitata una delle cose più strane di sta vacanza: mi metto in posa per una foto sotto le lattine "black" gigantesche e si avvicina un giappo di mezza età che si fa la foto con me! E poi mi ringrazia! Resto di stucco, è un barbatrucco!
Alby asserisce che così la foto è più interessante... senza parole. L'acquazzone è talmente forte che decidiamo di fare una capatina in albergo a cambiarci e poi ci avviamo in un posto a caso per cena.... Su tutti in coro: Shibuja!!!
Stasera siamo in vena di udon (in realtà io ho voglia di udon da tre giorni, voglia fino ad ora insoddisfatta). All'uscita della Shibuya Station troviamo un trio che, sotto la parte coperta (mica scemi) suona live: cantante chitarrista elettrico, chitarrista acustico e cori, batterista che però lì suona uno strumento che sembra chiamarsi "cho": uno strumento a percussione che fa un suono diverso a seconda della superficie che tocchi; tutti vestiti con camicia e pantaloni neri e cravatta rossa, decisamente carini... Ma la fame urge. Troviamo un locale dove fanno gli udon con il distributore automatico di ordinazione, troppo comodo anche se stavolta molte cose ci sono escluse perché non hanno nome in lingua occidentale o foto. Il mio udon è eccelso ma ad Alby va meno bene, il suo ha troppa verdura. Proviamo a fare una passeggiata ma è un nubifragio e mentre torniamo verso la metro il terzetto live sta ancora suonando dopo una pausa "cibo"; sentiamo qualche altro pezzo e per la fedeltà ci regalano il loro cd autoproduttissimo, si chiamano Clutcho.
Non vedo l'ora di tornare al mio pc per sentirlo. Al ritorno becchiamo un gruppo di italiani alla metro di Tawaramaki e partecipiamo alle risate generali per la caduta di una di loro, che per la definizione di uno del gruppo, è caduta "come Cristo in croce". Sosta al Seven/Eleven per acquisto di: latte col caffè per la colazione di domattina, panino al melone per la sperimentazione di Albye biscotti al cioccolato per il mio bisogno d'affetto. La giornata può anche finire.


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