In questa domenica di un Luglio che sembra Marzo (o Novembre), mi sono svegliato con in testa il pensiero ad un mio vecchio (ma non troppo) racconto che mi strappa sempre un sorriso... per non dire una risata, per tante ragioni, e che pubblico qui di seguito. Spero ne strappi qualcuno/a anche a chi lo leggerà.
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| Fonte: www.lucediabbracci.it |
Mi piace pensare che un giusto sottofondo musicale a questo "peccato veniale" sia una canzone che io trovo geniale per musica, contenuto ed ironia: "Bocca di Rosa" di Fabrizio De Andrè
LA MIA PRIMA VOLTA
"Ho toccato la tua pelle, con delicatezza come se un gesto un
po’ più forte potesse lacerarla.
Ho cercato di trattarti con rispetto, con il rispetto che
altri non avrebbero avuto:
c’è chi voleva tagliare le tue ali ma io non l’ho permesso.
C’è chi voleva strapparti la pelle dal petto ma io non l’ho
permesso.
Ti ho dato tutto il tempo necessario per maturare.
Ho cercato di darti tutto il calore di cui avevi bisogno per
raggiungere un livello nuovo, diverso.
Ma è bastato un momento di debolezza, di distrazione e tutto
è finito, tutto è andato in fumo.
Ebbene si, quella è stata la prima, la mia prima volta…. La
prima volta che ho bruciato quel cacchio di pollo arrosto."

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