Me in Edimburgh

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giovedì 24 luglio 2014

Riflessione partendo dal nuovo film dei Manetti Bros.

L’altro giorno ho visto, o meglio rivisto, al cinema “Song ‘e Napule” l’ultimo film dei Manetti Bros.
Premessa: odio i luoghi comuni, mi fanno venire le bolle, in particolare i luoghi comuni su Napoli: è una città incasinata e con tremila problemi, ma non si può ridurre tutto sempre a pizza, mare, mandolino, munnezza e scippi!
Napoli è certamente una città con una sua unicità (di cui spesso i napoletani si vantano e non sempre a ragione), ma con delle problematiche né maggiori né minori rispetto a tante altre.
Sono rimasto positivamente colpito dal film dei Manetti perché parla di Napoli cercando di non scadere nelle banalità, anche se non sempre ci riesce, ma sono peccati veniali.
Fonte: My movies.it

Prima di tutto, come hanno ammesso loro stessi, hanno girato nel centro, con tutte le difficoltà che questo comporta, perché a Napoli, cito alla lettera, “ogni scorcio è una cartolina”.
Inoltre hanno cercato di sfatare un altro luogo comune, anzi due: prima di tutto la musica che viene fuori da questa città non è solo la musica dei cantanti neomelodici; c’è tanta produzione musicale che nasce da queste strade, da questi vicoli, dei generi più disparati, dal rock, al reggae, dall’hip hop alla dance.
Basti pensare ai Sangue Mostro, a Valerio Jovine e la sua band di cui ho scritto di un fantastico concerto all’Arenile di Bagnoli,qualche giorno fa; lo stesso Franco Ricciardi, nato e cresciuto come neomelodico, lo dico perché anch’io avevo molti preconcetti sul suo conto, va ascoltato soprattutto negli ultimi lavori: dimostra di essere un musicista con la M maiuscola, poi il genere i testi e/o la voce può piacere o meno, ma va rispettata la voglia di ricerca ed anche di sperimentare cose diverse, che si sente nei suoi pezzi. Considerate che il suo brano, " 'A Verità " presente nel film, ha vinto il David di Donatello 2014 per la miglior canzone.

Il secondo luogo comune sfatato, è che tutti i neomelodici vivono solo o quasi cantando ai matrimoni dei boss. Come tutte le generalizzazioni, anche questa è sbagliata: ci sono quelli che razzolano male e quelli che razzolano bene, ci sono quelli che ci si trovano in mezzo loro malgrado e quelli che sicuramente ci “azzuppano il pane” per così dire.
Quel che resta vedendo il film, che del resto è un prodotto che mischia in maniera intelligente diversi generi, dal poliziesco alla commedia, al musical-e, è una visione di Napoli un pò diversa dal solito, forse un pò più originale.
Il luogo comune non sfatato? che a Napoli la gente ti bussa anche se c’è il semaforo rosso: intendiamoci: c’è gente che lo fa, ma fortunatamente non sono la regola.
Unico neo per me del film: che per l’ennesima volta in un film dei Manetti, Peppe Servillo, cantante ed attore per me straordinario, fa la parte del cattivo. Damn!!!
Qui sotto il link dei primi minuti del film, con un eccezionale e quantomai esilarante Carlo Buccirosso.
Peace & Love


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